n.12 della rivista DWF, Dalla parte delle eroine. Istruzioni per l’uso (2016, 4)

Elena Fierli, Giulia Franchi e Sara Marini – SCOSSE

Alison è una bambina, ha cinque anni e sa fare molte cose, tutte da sé. Sa contare fino a dieci

Alison è una bambina, ha cinque anni e sa fare molte cose, tutte da sé. Sa contare fino a dieci, ascoltare papà che russa, rifarsi il letto, mangiare un cono gelato, guardare una nuvola, fare un pupazzo di neve, giocare a palla, prendere un autobus. Ma l’immaginazione è un veicolo potentissimo e inarrestabile e porta Alison a salpare su una nave, cavalcare un elefante, costruire un ponte, andare sulla luna: tra la terra e le nuvole, tra il gioco, le esperienze e i voli della fantasia, Alison sa diventare grande, passo passo, tutto da sé!

La bambina fotografata dal grafico e designer statunitense William Wondriska, suo padre, è divenuta la protagonista dell’albo All by my self, vero gioiello nella storia della letteratura per l’infanzia, realizzato nel 1963 e arrivato in Italia con Corraini solo nel 2010 (Wondriska, 2010), Nelle illustrazioni Alison si muove attraverso una scenografia nero-arancio, un segno grafico essenziale in grado di rappresentare tutti luoghi e gli strumenti del possibile e del potenziale, e incarna quella bambina che tutte siamo state o avremmo voluto essere, e a cui vorremmo assomigliassero le bambine di oggi.

Ma non tutte sono Alison. I libri rivolti al pubblico delle bambine e dei bambini che troviamo nelle biblioteche e nelle scuole, nelle case e nelle librerie, sono uno spaccato molto interessante della visione che noi adulte e adulti abbiamo di loro, della loro crescita, delle loro passioni e preferenze, dei loro comportamenti e in generale del mondo dell’infanzia. Ma non tutte sono Alison. La produzione editoriale è ancora affollata di visioni spesso stereotipate, di bambine troppo simili tra loro nell’aspetto e nei comportamenti, sempre occupate nelle stesse — limitate — attività, connotate da una gamma estremamente ristretta di colori e sfumature, segregate tra altre bambine, e raramente in relazione con maschi loro coetanei o adulti. Il cruccio principale è quanto queste visioni, questi modelli, incidano profondamente nella costruzione dell’immaginario di piccoli lettori e piccole lettrici. La responsabilità adulta risiede nella scelta dei titoli che vengono proposti, nelle modalità con cui qualunque libro viene mediato, discusso, problematizzato, senza volontà di censura ma offrendo uno sguardo sulla complessità, considerando bambine e bambini persone pensanti, con un immaginario ricchissimo, ancorché in formazione, oltre che future donne e uomini.

Ma l’editoria italiana, in particolare quella per l’infanzia, pur facendo i conti con enormi difficoltà strutturali dovute alla scarsità dei fondi, a un clima culturale piuttosto retrogrado, poco aperto alle novità e alla sperimentazione, oltre che a vere e proprie ingerenze di un certo ambiente cattolico e reazionario nell’educazione, sa proporci prodotti di altissima qualità. Basta saperli cercare e avere la passione per scommetterci. C’è un mondo di piccole case editrici che fa della qualità, appunto, il proprio marchio e partendo da questo presupposto è in grado di portare tra le pagine storie dalle protagoniste e dai protagonisti più diversi, che fanno esperienze, vivono avventure, si interrogano, si confrontano con i limiti e il loro superamento, provano emozioni fortissime e travolgenti, minute e complicate da riconoscere, con la difficoltà di esprimerle e di vederle riconosciute all’esterno. Bambine e bambini che nessuno stereotipo potrà mai racchiudere in un modello ripetibile, libere e liberi di sognare tutto ciò che potranno e vorranno essere da grandi, di giocare ogni gioco, di litigare e rappacificarsi, di costruire un poco alla volta la propria identità. Nel 2015 come gruppo infanzia dell’associazione SCOSSE abbiamo pubblicato un breve volume dal titolo Leggere Senza Stereotipi. Percorsi operativi 0-6 anni per figurarsi il futuro (Fierli, Franchi, Lancia, Marini, 2015), in cui raccogliamo la ricerca svolta negli ultimi anni sul catalogo Leggere Senza Stereotipi, una sorta di osservatorio sulla letteratura per l’infanzia, e la nostra pluriennale esperienza come formatrici di educatrici e insegnanti…

 

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Un altro immaginario è possibile
Bambine e bambini negli albi illustrati