Costruire partecipazione nel tempo della vulnerabilità

Gino Mazzoli

Supplemento al numero 259/2012 di Animazione Sociale – mensile per gli operatori sociali

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Una scossa contro gli stereotipi

Giulia Franchi – SCOSSE

 

Per mesi lo spauracchio dell’ideologia del gender ha invaso le piazze, i consigli di classe, le parrocchie, i social network e la stampa. Un clima di disinformazione reazionario e oscurantista, alimentato da gruppi politici di estrema destra e dal fondamentalismo religioso, e basato sulla polarizzazione tra natura e cultura e sull’imposizione di un modello unico di amore e di famiglia che sarebbe messo in pericolo da chi sostiene l’educazione alle differenze e rivendica libertà e diritti per tutti e tutte.

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6 punti da chiarire sul piano 0-6

Mario Maviglia

Le rette, le sezioni primavera, i poli, la formazione del personale, il coordinamento pedagogico… Quali sono i cardini (e le questioni aperte) del Piano che dovrebbe rivoluzionare il sistema 0-6?

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Il detto e il non-detto del sistema zero-sei

Mario Maviglia

Navigando in rete si viene a conoscenza di numerose prese di posizione contro il sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni. Generalmente si tratta di gruppi di docenti provenienti dalla scuola dell’infanzia statale; meno presente la voce dei nidi d’infanzia. Possiamo raggruppare le varie contestazioni intorno ai seguenti punti

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Un altro immaginario è possibile
Bambine e bambini negli albi illustrati

n.12 della rivista DWF, Dalla parte delle eroine. Istruzioni per l’uso (2016, 4) Elena Fierli, Giulia Franchi e Sara Marini – SCOSSE Alison è una bambina, ha cinque anni e sa fare molte cose, tutte da sé. Sa contare fino…

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Vedi alla voce sconfinare

Alice Sophie Sarcinelli

Storia di una maestra famosa e dei suoi bambini rom

Nel 2010 una maestra milanese, Flaviana Robbiati, é diventata famosa a livello locale e poi nazionale:il suo nome e la sua faccia compaiono sui giornali e in televisione, dove Flaviana partecipa ad una puntata di «Che tempo che fa».
Assieme ad altri membri del «movimento di mamme e maestre di Rubattino», Flaviana riceve l’Ambrogino d’oro per aver cambiato il modo di dipingere e di relazionarsi con i rom in questa città, capitale della solidarietà, ma anche degli sgomberi.

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Maestre al campo rom

Alice Sophie Sarcinelli

Noi non sapevamo assolutamente niente dei Rom, se non quello che si sa: che rubano, che sono sporchi, che si vestono in maniera diversa, che hanno la regina dei Rom e altre cavolate di questo genere. Poi, sono arrivati questi bambini: stavano con gli occhi bassi, a terra. Di solito, un bambino che viene trasferito da una scuola all’altra da il bacio alla mamma, piange perché non si vuole staccare, chiede ‘a che ora vieni a prendermi?’; mentre loro proprio non guardavano, non parlavano, non reagivano. Poi, un po’ alla volta si sono un scongelati.

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Ma la scuola sa come funziona il cervello dei bambini?

Sara De Carli

da “Vita” 14 marzo 2018

Capire come funziona il cervello di bambini e ragazzi può aiutare ad educare meglio, incoraggiando quelle esperienze che vengono assorbite meglio dalla mente dei bambini. Il neurobiologo Alberto Oliverio spiega come il movimento, le emozioni, i tempi di attenzione impattano sulla sfera cognitiva

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Memorie di una ragazza per bene

Simone de Beauvoir

Memorie di una ragazza perbene

Gli adulti, non soltanto schernivano la mia volontà, ma mi sentivo in balia del loro capriccio. A volte mi trattavano benignamente, come loro pari; ma avevano anche il potere di operare incantesimi; mi cambiavano in bestia, in oggetto: “che bei polpacci ha questa bambina!” Disse una signora chinandosi per palparmi. Se avessi potuto dire: “quanto è stupida, questa signora; mi prende per un cagnolino” sarei stata salva.

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Guardami negli occhi: ascoltami!

Avete mai sentito i petali di rosa bussare ai vetri della finestra? Occorrono due cose: il silenzio fuori, il silenzio nel cuore. (M.Rigoni Stern)   “Insegnavo in una classe prima. Come ogni mattina arrivavo presto a scuola in modo che…

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Il visibile e l’invisibile nelle interazioni tra bambini

Loris malaguzzi

La storia raccontata ha il valore di un documento che avvalora l’importanza dell’esperienza di un gruppo di bambini, la loro capacità di creare e dominare, ognuno e insieme, le situazioni soprattutto attraverso le loro interazioni comunicative.

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Le oche della Checca

i ricordi di Tonino Guerra bambino

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Povertà e Servizi Educativi per l’infanzia: alcune indicazioni pedagogiche

Margherita Cestaro, Università di Padova

In riferimento ad una prospettiva pedagogico interculturale che, nel guardare ai biso­gni formativi ed educativi di bambini dai 0-6 anni (siano essi di origine italiana o meno) e delle loro famiglie, miri a promuovere processi di inclusione e coesione sociale fa­cendo leva sulle risorse e sulle competenze relazionali sia delle persone interessate che degli operatori coinvolti30, è possibile focalizzare l’attenzione in particolare su tre livelli (significati) di povertà…

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Conoscenza

Non si dà conoscenza senza connivenza, non si dà comprensione senza compromissione affettiva.

da Idee: il catalogo è questo.
U. GALIMBERTI

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Infanzia e cittadinanza culturale a partire dalla prima infanzia

Margherita Cestaro

Gli studi più recenti condotti sui processi migratori nel nostro paese (IDOS 2014) foto­grafano un contesto italiano socialmente sempre più eterogeneo e multiculturale, chiamato ad affrontare e gestire, nei diversi ambiti della vita collettiva (sociale, cultura­le, economica, politica), questioni nodali e urgenti relative all’integrazione, all’inclusione e alla coesione sociale di una presenza straniera ormai divenuta compo­nente stabile e strutturale del tessuto sociale nazionale e regionale.

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Le riflessioni di donna, madre, moglie

Natalia Ginzburg, “Le piccole virtù”

Quello che deve starci a cuore, nell’educazione, è che nei nostri figli non venga a meno l’amore alla vita. Esso può prendere diverse forme, e a volte un ragazzo svogliato, solitario e schivo non è senza amore per la vita , né oppresso dalla paura di vivere, ma semplicemente in stato di attesa, intento a preparare se stesso alla propria vocazione. E che cos’è la vocazione di un essere umano, se non la più alta espressione del suo amore per la vita? Noi dobbiamo allora aspettare, accanto a lui, che la vocazione si svegli, e prenda corpo. Il suo atteggiamento può assomigliare a quello della talpa o della lucertola, che se ne sta immobile, fingendosi morta: ma in realtà fiuta e spia la traccia dell’insetto, sul quale si getterà con un balzo.

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Vulnerabilità, relazioni e cura. Ripensare le bioetica

Proponiamo la prima parte di un articolo di Caterina Botti, in cui la filosofa approfondisce il tema dell’etica della cura.
La prospettiva proposta ci pare molto rilevante in un’ottica educativa, con particolare riferimento alla prima e primissima infanzia. Sulla base di una visione degli esseri umani come interdipendenti, quindi come fragili e vulnerabili proprio perché dipendenti, la moralità viene intesa nella forma della cura dell’altro, nella sua concretezza e particolarità, assumendosi la responsabilità di sviluppare relazioni che “lo facciano e ci facciano fiorire”. Una vulnerabilità che è accentuata nel caso dell’infanzia, e un “far fiorire” che ben corrisponde alla finalità educativa.

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Per una cultura della validità

Ci sono bambini che lasciano tracce molto deboli del loro cammino, tanto da sembrare quasi inesistenti. Sembrano bambini strani, che apprendono a fatica, bambini “fuori misura”, bambini da aggiustare. Ma se invece stessero chiedendo uno sguardo pulito e approfondito?

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Diversi e uguali

Compito di un servizio educativo è riconoscere la diversità di ciascuno e promuoverne le differenze. C’è però bisogno di professionisti che sappiano dare un nome alle proprie idee di bambino per evitare facili derive che rendono buono e bello solo ciò che è vicino al nostro immaginario. L’uguaglianza e la giustizia vera non è allineare ma dare a tutti la possibilità di arrivare dove si può e si vuole arrivare.

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La conoscenza pertinente

Inoltre c’è un problema capitale, sempre misconosciuto che è quello della necessità di promuovere una conoscenza capace di cogliere i problemi globali e fondamentali, per inscrivervi le conoscenze parziali e locali.

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Due diversi accessi al “ritratto”, a quesiti interpretativi…

Un linguaggio visivo, incisivo, sensoriale, poetico, sensibile, metaforico. Cioè vicino a quello intenso dei bambini. Due diversi accessi al “ritratto”, a quesiti interpretativi…

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Basta calci di rigore!

Cronache e ricerche ci descrivono bambini ingabbiati in impegni, compiti e prestazioni che spesso si travestono come pratiche educative, ma viste con attenzione sono spesso occasioni per misurare le competenze del bambino. E se invece bastassero occasioni di gioco, di palestre di “coraggio, altruismo e fantasia”, nonostante le “spalle strette”?

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Il senso della valutazione

Mario Maviglia

E se si mettessero in atto strategie per dare conto al bambino dei progressi compiuti, puntando l’attenzione più sulle potenzialità che sui fallimenti?

Si avvicina il momento del rituale della valutazione a scuola, un momento carico di tensione sia per i docenti che per gli allievi (oltre che per le famiglie). Negli ultimi anni la valutazione sembra aver preso il sopravvento su ogni altro aspetto della didattica scolastica: di fatto oggi si va a scuola non per apprendere o per voler apprendere, ma per svolgere bene le verifiche. È un panorama sconsolante quello che si vede spesso negli ambienti scolastici: sembra che non interessi più a nessuno se i bambini si appassionano a quanto si fa a scuola o se apprendono effettivamente quello che viene proposto loro dai docenti.

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Educazione e pedagogia nella cultura dell’infanzia: verso un sistema integrato 0-6 anni

21 LUGLIO 2014 – ANPE- ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI PEDAGOGISTI ITALIANI

I servizi pubblici per l’infanzia, da tempo, hanno investito risorse di pensiero, progetti, organizzazione, per consolidare una tradizione di buon servizio aperta al confronto, alla collaborazione, all’innovazione, radicato nelle comunità attraverso importanti organismi di partecipazione delle famiglie (spazi nelle scuole).

La diffusa riflessione culturale ha portato ad attribuire all’infanzia valore e diritti, e i servizi educativi luoghi vissuti di democrazia partecipata per bambini\e, adulti e territorio.
La società deve contribuire a garantire il diritto all’infanzia: dare espressione, aiutare le potenzialità, favorire il benessere, in evoluzione, di tutti i bambini e le bambine in continuità.

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“Figli disturbati? Curate i loro genitori e tutto tornerà normale”

Se vogliamo prevenire le patologie dei figli curiamo prima i genitori: questo il titolo provocatorio, ma fino ad un certo punto, di un articolo di Maura Manca, che può insegnarci tanto e che pubblichiamo.

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Possibilità

Interrogarsi sempre spostando i propri riferimenti… sul mondo, sulle scelte e gli orientamenti, su sè stessi e gli altri

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Bolle di sapone

Disse Francesco Bacone: “ la meraviglia è il seme da cui nasce la conoscenza”.

Ma questa affermazione non è reversibile: la conoscenza razionale non genera meraviglia che è un’emozione. Troppo spesso i musei odierni cercano di trasmettere ai bambini un tipo di conoscenza dalla quale non nascerà alcun senso di meraviglia.

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Infanzia, codice etico di educatori e insegnanti: la firma a Fucecchio

Navigando su Internet ho incontrato questa notizia “INFANZIA, CODICE ETICO DI EDUCATORI E INSEGNANTI: LA FIRMA A FUCECCHIO”.

Sarà che sono fissata sulla condivisione dei principi ma mi è sembrato interessante che un comune di ventitremila anime abbia intrapreso questo tipo di azione in un periodo in cui il dibattito sullo 0/6 prende forma a livello normativo e comincia a sostanziarsi nelle pratiche quotidiane, un buon modo per ribadire l’importanza dell’educazione fin dalla prima infanzia e una buona proposta per garantire l’accessibilità!

Vi invito alla lettura…

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Diritto a partecipare – Una riflessione di Ermanna Curina

Ermanna Curina
La Partecipazione è il fondamento per una vita sociale significativa e di tipo democratico. Gaber cantava: “libertà è partecipazione!”. La partecipazione rende vitali i servizi educativi della prima infanzia e oltre, e, nella prima infanzia, la partecipazione attiva dei genitori è essenziale per la stessa relazione col proprio figlio/a

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L’intelligenza del bambino. Folco Quilici intervista Loris Malaguzzi

Loris Malaguzzi, pedagogista reggiano, fu intervistato nell’aprile del 1993 da Folco Quilici per RAI1 sull’intelligenza del bambino.

Un frammento video che sollecita a ripensare se davvero accreditiamo il bambino di essere un ricercatore nativo, un assiduo fornitore di prove, un costante costruttore della propria intelligenza, assumendo un approccio di ricerca.

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Per fortuna sono un bambino!

Riconoscere un bambino nella sua identità significa innanzitutto fare i conti con lo sguardo di un adulto che ad un certo punto sente il bisogno di farsi piccolo, di ridurre al minimo il proprio pensare, sentire e agire per accogliere la meraviglia di quei primi passi nel mondo…e allora un bambino riconosciuto è prima di tutto il diritto di essere bambino.

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I compiti dell’adulto a proposito dell’attività di gioco del bambino

Di un adulto che ama giocare si dice che gioca come un bambino. In effetti il bambino – per quanto può – gioca. Fino al suo ingresso nella scuola egli occupa la maggior parte del suo tempo giocando.
Anche il bambino scolarizzato ama giocare, me deve suddividere il suo tempo tra lo studio e il gioco.

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L’infanzia e la cultura: un racconto

Jerome Bruner
Adattamento e commento di Clotilde Pontecorvo

Vorrei iniziare il mio racconto e dare la mia versione della storia degli studi sull’infanzia, descrivendo i punti di riferimento cruciali della ricerca. Il capitolo introduttivo inizia con la ricerca di Bill Kessen (1965) e del suo gruppo di lavoro, sulle capacità di attenzione nel periodo infantile: i neonati sviluppano la propria capacità di attenzione selettivamente e in modo autogestito, e non come semplici creature dipendenti dall’ambiente.

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Che bell’errore!

Serendipità: Umberto Eco invita a riflettere su come avvengono le grandi scoperte, come l’errore e il caso sovvertano i percorsi lineari delle normali vie di ragionamento. Come funziona la mente? Come si apprende? Eco conclude: non è vero quello che ci raccomandavano i genitori ( e spesso è il leit motif dell’insegnante) “prima di parlare pensa!”. Pensa, ma pensa anche a altro. Le idee migliori vengono per caso.
Lo sbaglio e il caso come strumenti di scoperta.

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La scuola di Mario Lodi. Lasciare i banchi vuoti e guardare il mondo dalla finestra

I bambini hanno una loro vita segreta, una loro filosofia, scriveva Mario Lodi nel 2011, nella prefazione a Cipì, in occasione dei cinquanta anni della celebre storia. Potrei partire da qui, per portare con molta semplicità il discorso a quello che è il principio fondante del metodo di Lodi: l’idea che il bambino e la sua quotidianità siano al contempo strumento e fonte della propria cultura.

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3,2,1,0 click

Installazione di 3,2,1,0 clik, che è andata e va per fiere, nei paesi e nelle città della provincia di Pesaro e Urbino a portare e a prendere dalle persone la loro idea di bambino e bambina: 4 pannelli 1,80 per 1,80, in ognuno 4 foto, ogni foto accompagnata solo da alcune parole, poche, lasciate sospese, da concludere…

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Generazioni

Com’ero io quando ero piccolo? ll bambino vuole che l’adulto gli racconti storie del passato che lo riguardano, vuole sapere il “c’era una volta” di se stesso, di tutto quel tempo in cui lui era preso solo dalla frenesia del vivere.

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Spunti e letture