Un servizio diventa accessibile anche quando appare affidabile, quando è riconosciuta, chiara e comprensibile la sua identità, i suoi intenti, tanto da risultare “auspicabile e desiderabile” frequentarlo.

La diffidenza culturale verso i servizi alla prima infanzia, l’idea di un bambino solo bisognoso di cure familiari e materne è ancora presente in molte aree e territori. Una concezione di apprendimento come fatto individuale, collegato ad appropriati insegnamenti più che a contesti facilitanti, valorizza dimensioni “altre” dai ricchi ambienti di incontro, scoperta e co-costruzione caratterizzanti i servizi educativi e scolastici .

Rendere accessibili nidi e scuole ha a che fare anche con la promozione di una cultura dell’infanzia e dell’educare aperta al coinvolgimento e alla partecipazione, attiva nel dialogo tra i vari protagonisti e le diverse culture, trasparente e visibile alle famiglie e alla comunità.

L’attenzione a questo aspetto dell’accessibilità interpella dunque la qualità dei servizi, aprendo nuovi sguardi sulle modalità di documentazione, sulle tipologie di incontro e collaborazione con le famiglie, sulla presenza continuativa e interattiva dei bambini nei contesti territoriali.

Responsabile Pedagogica Nidi e Scuole dell’infanzia del Comune di Verona.

Si occupa di formazione e di consulenza pedagogica nel segmento 0-6 anni, dedicando peculiare interesse al tema della riflessività in ambito professionale, quale fondamentale modalità formativa.

Da numerosi anni promuove e sostiene scelte e ricerche innovative nei Nidi e nelle Scuole dell’Infanzia, in particolare nell’ambito della pedagogia naturale e dell’avventura.

Rosanna Zerbato