A partire dall’esperienza del terremoto del 2012 in Emilia Romagna, dalle emergenze educative e organizzative che quell’evento ci ha costretto ad affrontare si propone una riflessione sul concetto di “diritto ad un’educazione di qualità”.

Le sfide educative che quell’evento ci ha imposto, infatti, possono essere lette come l’origine di una nuova volontà di rispondere più flessibilmente, con maggiore vicinanza alle richieste e ai bisogni delle famiglie in una dimensione di rete integrata di servizi.

I nidi e le scuole d’infanzia, in particolare, devono garantire standard qualitativi elevati, tuttavia dobbiamo evitare il rischio che ciò irrigidisca i nostri parametri impedendoci di comprendere i nuovi bisogni delle famiglie impegnate in una complessità quotidiana sempre più articolata.

I bambini devono rimanere il focus del nostro progetto educativo, ma possiamo riflettere e proporre nuove modalità di accesso e permanenza nei servizi per l’infanzia in modo da coniugare costantemente i diritti dei bambini con le necessità emergenti degli adulti.

Laura Borghi