Compito di un servizio educativo è riconoscere la diversità di ciascuno e promuoverne le differenze. C’è però bisogno di professionisti che sappiano dare un nome alle proprie idee di bambino per evitare facili derive che rendono buono e bello solo ciò che è vicino al nostro immaginario. L’uguaglianza e la giustizia vera non è allineare ma dare a tutti la possibilità di arrivare dove si può e si vuole arrivare.

 

“C’era una volta un piccolo paese. Nel piccolo paese c’era un piccolo governo e c’era anche una piccola scuola. Il piccolo governo del piccolo paese pensò che però gli insegnanti erano troppi, e disse:“Eliminiamo gli insegnanti che insegnano materie che non sono indispensabili, perché troppe materie confondono i bambini, perché i bambini poi sono scemi!”. […] Rimase solamente l’insegnante, che insegnava, l’insegnamento davvero indispensabile per il piccolo paese, ovverosia: FILA INDIANA!

E così il primo giorno di scuola la maestra di fila indiana disse: “Bambini! Disponetevi in fila indiana!”, e i bambini naturalmente si misero in cerchio, perché i bambini sono scemi. Allora l’insegnante disse: “Bambini, ma lo sapete che il cerchio è vietato! Vietato come la bestemmia e la masturbazione! Infatti chi bestemmia diventa ateo, chi si masturba diventa cieco ma chi si mette in cerchio diventa uguale e sapete che l’uguaglianza è vietata e poi è un pregiudizio perché non siamo tutti uguali!” quindi la maestra disse: “Bambini mettevi in fila indiana in ordine di altezza!”

Per prima della fila si mise la bambina alta e bionda, per seconda però c’era la zingarella che disse: “Signora Maestra, la bambina alta e bionda è alta solo perchè c’ha le scarpette coi tacchi! Se non ce le avesse sarei più alta io!”

“Giusto!” disse la maestra “Ma se io mettessi prima te, sembrerebbe, così a prima vista, che tu sia più bassa della seconda perchè magari nessuno s’accorgerebbe che c’ha i tacchi, ma se mettessi prima lei e domani la bambina alta e bionda venisse senza tacchi poi risulterebbe più bassa di te che sei la seconda! vedete” – disse l’insegnante di fila indiana- “vedete che per la fila indiana l’ordine d’altezza non è un buon criterio!”

[…]

“Allora bambini”- disse la maestra di fila indiana – “Disponetevi in ordine di diversità!”

Per prima si mise la bambina alta e bionda, che oggettivamente era la più uguale di tutti, per seconda c’era la bambina bassa e bionda e per terza la zingarella, l’ultimo era il negro che ovviamente essendo negro era il più diverso. Penultimo però era il bambino basso, grasso e con gli occhiali che disse: “Signora maestra…sono finito quaggiù in fondo alla fila, io dovrei stare davanti alla zingarella, perchè la zingarella è straniera mentre io sono del piccolo paese!”, e la zingarella disse “No ma anche io sono del piccolo paese!” – SI VABBE’- dissero tutti insieme “Ma tu vivi nelle roulotte e noi viviamo nelle case! Tu dovresti essere la più diversa di tutti, l’ultima della fila!”. La misero però come penultima perché effettivamente il negro era il più diverso di tutti.

Ora la fila indiana era così composta: Prima la bambina alta e bionda, seconda la bambina bassa e bionda, terzo il bambino grasso con gli occhiali, poi c’era il rumeno, la cinesina, la zingarella e per ultimo il negro.

Allora la zingarella disse: “Maestra, ma sto negro è negro se m’accoppiassi con lui i nostri figli verrebbero più scuri di me se non addirittura chiazzati come le vacche!”

– “Giusto!” disse la signora maestra: “Eliminamo il diverso, prima che metta in crisi la nostra razza!”. Così presero il bambino africano e lo buttarono giù dalla finestra.

Ora l’ultima della fila era diventata la zingarella. Allora la cinesina disse: “Signora maestra! Gli zingari rubano e anche quelli che non rubano lavorano sicuramente meno di noi cinesi che siamo famosi per essere lavoratori!”

– “Giustooo!” disse la signora maestra, “Eliminiamo il diverso prima che comprometta l’economia e ci renda tutti più poveri!”. Così presero la zingarella e la buttarono giù dalla finestra.

Ora l’ultima della fila era la cinesina. Il penultimo della fila che era il rumeno disse: “Signora maestra!Io sono straniero come la cinese, ma noi rumeni siamo pochi anche in Romania mentre i cinesi in Cina sono più di un miliardo! Se venissero tutti qua nel piccolo paese diventerebbero la maggioranza!”

– “Giusto!” disse la signora maestra, “Eliminiamo il diverso prima che diventi più uguale di noi!”. Presero la cinese e la buttarono di sotto dalla finestra.

Ora l’ultimo della fila era il rumeno. Il penultimo, che era il bambino grasso con gli occhiali, disse: “Che fa ‘sto rumeno? Il patriota? Vuole diventà un cittadino del piccolo paese? No, perchè se lui diventa un cittadino del piccolo paese a tutti gli effetti, lui che è più bello di me, più biondo di me e senza occhiali mi passa davanti alla fila!”

– “Giusto!” disse la signora maestra, “Eliminiamo il diverso prima che diventi migliore!”. Presero il rumeno e lo defenestrarono.

L’ultimo della fila adesso era il bambino grasso con gli occhiali, la bambina bassa e bionda disse: “Signora maestra, questo bambino qua dietro di me c’ha gli occhiali, non sarà mica una malattia infettiva?”

-“Giusto!” disse la signora maestra, “Eliminiamo il diverso prima che ci impesti a tutti!”. Presero il bambino grasso con gli occhiali, lo buttarono giù dalla finestra.

Ora la fila era composta da due bambine, una alta e bionda, una bassa e bionda. La bambina alta e bionda allora disse: “Signora maestra, eh qui siamo rimaste in due, se qui uno entra non capisce dove inizia e dove finisce la fila!”

– “Giusto!Giusto!” disse la signora maestra, “Eliminiamo il diverso prima che crei dubbi!”. Presero la bambina bassa e bionda e la defenestrarorno.

Era rimasta solo la bambina alta e bionda che disse alla maestra: “Signora maestra adesso che sono rimasta da sola non ci sono più i diversi, ci sto solamente io che sono uguale e basta!”

– “Sbagliato!” disse la signora maestra, “Siamo ancora in due e tu sicuramente sei diversa da me!”. La maestra presa la bambina alta e bionda e la buttò giù dalla finestra.

Una brutta storia, certo, però per essere ottimisti e guardare il lato positivo possiamo dire che…Quell’anno nella scuola del piccolo paese ci fu un piccolo record:

Nessun bambino venne bocciato!”

Ascanio Celestini, La maestra della fila indiana

Diversi e uguali

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