“Per realizzare progressi verso una graduale generalizzazione dell’offerta è necessario attuare misure che enfatizzino l’attrattività e il valore dei servizi educativi e di cura per l’infanzia. […]Dato che le disuguaglianze nell’accesso ai servizi sono da leggersi come il risultato di reciproche influenze tra caratteristiche delle famiglie, dei servizi e delle politiche educative, per incrementare l’accesso ai servizi è necessario che questi ultimi siano percepiti come utili da parte di coloro che potrebbero usufruirne”.

 

Materiali per la riflessione e la discussione

a cura di Laura Gallina

Povertà e Servizi Educativi per l’infanzia: alcune indicazioni pedagogiche

Margherita Cestaro, Università di Padova

In riferimento ad una prospettiva pedagogico interculturale che, nel guardare ai biso­gni formativi ed educativi di bambini dai 0-6 anni (siano essi di origine italiana o meno) e delle loro famiglie, miri a promuovere processi di inclusione e coesione sociale fa­cendo leva sulle risorse e sulle competenze relazionali sia delle persone interessate che degli operatori coinvolti30, è possibile focalizzare l’attenzione in particolare su tre livelli (significati) di povertà…

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Infanzia e cittadinanza culturale a partire dalla prima infanzia

Margherita Cestaro

Gli studi più recenti condotti sui processi migratori nel nostro paese (IDOS 2014) foto­grafano un contesto italiano socialmente sempre più eterogeneo e multiculturale, chiamato ad affrontare e gestire, nei diversi ambiti della vita collettiva (sociale, cultura­le, economica, politica), questioni nodali e urgenti relative all’integrazione, all’inclusione e alla coesione sociale di una presenza straniera ormai divenuta compo­nente stabile e strutturale del tessuto sociale nazionale e regionale.

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Educazione e pedagogia nella cultura dell’infanzia: verso un sistema integrato 0-6 anni

21 LUGLIO 2014 – ANPE- ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI PEDAGOGISTI ITALIANI

I servizi pubblici per l’infanzia, da tempo, hanno investito risorse di pensiero, progetti, organizzazione, per consolidare una tradizione di buon servizio aperta al confronto, alla collaborazione, all’innovazione, radicato nelle comunità attraverso importanti organismi di partecipazione delle famiglie (spazi nelle scuole).

La diffusa riflessione culturale ha portato ad attribuire all’infanzia valore e diritti, e i servizi educativi luoghi vissuti di democrazia partecipata per bambini\e, adulti e territorio.
La società deve contribuire a garantire il diritto all’infanzia: dare espressione, aiutare le potenzialità, favorire il benessere, in evoluzione, di tutti i bambini e le bambine in continuità.

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Infanzia, codice etico di educatori e insegnanti: la firma a Fucecchio

Navigando su Internet ho incontrato questa notizia “INFANZIA, CODICE ETICO DI EDUCATORI E INSEGNANTI: LA FIRMA A FUCECCHIO”.

Sarà che sono fissata sulla condivisione dei principi ma mi è sembrato interessante che un comune di ventitremila anime abbia intrapreso questo tipo di azione in un periodo in cui il dibattito sullo 0/6 prende forma a livello normativo e comincia a sostanziarsi nelle pratiche quotidiane, un buon modo per ribadire l’importanza dell’educazione fin dalla prima infanzia e una buona proposta per garantire l’accessibilità!

Vi invito alla lettura…

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L’infanzia e la cultura: un racconto

Jerome Bruner
Adattamento e commento di Clotilde Pontecorvo

Vorrei iniziare il mio racconto e dare la mia versione della storia degli studi sull’infanzia, descrivendo i punti di riferimento cruciali della ricerca. Il capitolo introduttivo inizia con la ricerca di Bill Kessen (1965) e del suo gruppo di lavoro, sulle capacità di attenzione nel periodo infantile: i neonati sviluppano la propria capacità di attenzione selettivamente e in modo autogestito, e non come semplici creature dipendenti dall’ambiente.

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La scuola di Mario Lodi. Lasciare i banchi vuoti e guardare il mondo dalla finestra

I bambini hanno una loro vita segreta, una loro filosofia, scriveva Mario Lodi nel 2011, nella prefazione a Cipì, in occasione dei cinquanta anni della celebre storia. Potrei partire da qui, per portare con molta semplicità il discorso a quello che è il principio fondante del metodo di Lodi: l’idea che il bambino e la sua quotidianità siano al contempo strumento e fonte della propria cultura.

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Diritto all’educazione: quale accessibilità e per chi

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