Una scossa contro gli stereotipi

Giulia Franchi – SCOSSE

 

Per mesi lo spauracchio dell’ideologia del gender ha invaso le piazze, i consigli di classe, le parrocchie, i social network e la stampa. Un clima di disinformazione reazionario e oscurantista, alimentato da gruppi politici di estrema destra e dal fondamentalismo religioso, e basato sulla polarizzazione tra natura e cultura e sull’imposizione di un modello unico di amore e di famiglia che sarebbe messo in pericolo da chi sostiene l’educazione alle differenze e rivendica libertà e diritti per tutti e tutte.

Vedi alla voce sconfinare

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Alice Sophie Sarcinelli

Storia di una maestra famosa e dei suoi bambini rom

Nel 2010 una maestra milanese, Flaviana Robbiati, é diventata famosa a livello locale e poi nazionale:il suo nome e la sua faccia compaiono sui giornali e in televisione, dove Flaviana partecipa ad una puntata di «Che tempo che fa».
Assieme ad altri membri del «movimento di mamme e maestre di Rubattino», Flaviana riceve l’Ambrogino d’oro per aver cambiato il modo di dipingere e di relazionarsi con i rom in questa città, capitale della solidarietà, ma anche degli sgomberi.

Maestre al campo rom

Maestre al campo rom

Alice Sophie Sarcinelli

Noi non sapevamo assolutamente niente dei Rom, se non quello che si sa: che rubano, che sono sporchi, che si vestono in maniera diversa, che hanno la regina dei Rom e altre cavolate di questo genere. Poi, sono arrivati questi bambini: stavano con gli occhi bassi, a terra. Di solito, un bambino che viene trasferito da una scuola all’altra da il bacio alla mamma, piange perché non si vuole staccare, chiede ‘a che ora vieni a prendermi?’; mentre loro proprio non guardavano, non parlavano, non reagivano. Poi, un po’ alla volta si sono un scongelati.

Vulnerabilità, relazioni e cura. Ripensare le bioetica

Vulnerabilità, relazioni e cura. Ripensare le bioetica

Proponiamo la prima parte di un articolo di Caterina Botti, in cui la filosofa approfondisce il tema dell’etica della cura.
La prospettiva proposta ci pare molto rilevante in un’ottica educativa, con particolare riferimento alla prima e primissima infanzia. Sulla base di una visione degli esseri umani come interdipendenti, quindi come fragili e vulnerabili proprio perché dipendenti, la moralità viene intesa nella forma della cura dell’altro, nella sua concretezza e particolarità, assumendosi la responsabilità di sviluppare relazioni che “lo facciano e ci facciano fiorire”. Una vulnerabilità che è accentuata nel caso dell’infanzia, e un “far fiorire” che ben corrisponde alla finalità educativa.

Diversi e uguali

Compito di un servizio educativo è riconoscere la diversità di ciascuno e promuoverne le differenze. C’è però bisogno di professionisti che sappiano dare un nome alle proprie idee di bambino per evitare facili derive che rendono buono e bello solo ciò che è vicino al nostro immaginario. L’uguaglianza e la giustizia vera non è allineare ma dare a tutti la possibilità di arrivare dove si può e si vuole arrivare.