La povertà educativa è la privazione, per i bambini e gli adolescenti, dell’opportunità di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni. Save the Children ha sperimentato l’Indice di Povertà Educativa (IPE) per tentare di misurarla, ed uno degli indicatori è l’accesso ad un servizio educativo per la prima infanzia.

La povertà educativa è imputabile in larga misura alla privazione di opportunità di apprendimento nei primi anni d’età. L’apprendimento è infatti essenziale non solo per acquisire competenze cognitive, ma anche per rafforzare la motivazione e la stima in se stessi. Sappiamo che esiste una stretta correlazione tra condizioni socio economiche difficili e insuccessi nell’apprendimento.

La frequenza dei servizi della prima infanzia, di qualità, rappresenta un fattore protettivo essenziale per la resilienza.

Il nuovo Rapporto di Save the Children sulla povertà educativa si concentra sui fattori individuali, scolastici e del contesto socio-economico e culturale, che favoriscono la “resilienza educativa” dei bambini in Italia. Capire la resilienza è infatti un passo fondamentale per costruire politiche efficaci per il contrasto alla povertà Educativa.

Avvocato, laureata in diritto internazionale con una tesi su La protezione internazionale del minore nella Convenzione ONU del 20 novembre 1989, esperta di politiche per l’infanzia, lavora per Save the Children Italia onlus nell’unità di Advocacy come European and Domestic Advocacy Manager.

Dal 2000 coordina ed è portavoce del network Gruppo di Lavoro per la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Gruppo CRC), composto da 96 associazioni, curando i lavori per la redazione del rapporto annuale.

Ha partecipato come relatore a numerosi seminari, convegni e incontri istituzionali in rappresentanza di Save the Children a livello nazionale e europeo.

Arianna Saulini