Come ci ricorda Amartya Sen una democrazia positiva è quella in cui i diritti non sono solo dichiarati ma sono concretamente esigibili. Pertanto, il diritto all’educazione è necessariamente da concretizzare attraverso politiche di sostegno sia nei confronti dei diritti di chi accede ai servizi, sia nei confronti di chi, per diversi motivi, dagli stessi è lontano. In un momento di grande difficoltà nelle politiche pubbliche rivolte ai processi educativi, parzialmente attenuata dalla recente svolta legislativa in merito allo 0- 6 con il D.Lgs. 65/2017, l’uso migliore delle risorse disponibili e l’attenzione al sistema integrato diventano necessariamente percorsi da esplorare per garantire il miglior percorso possibile in termini di qualità e di apprendimento, così come diventa ineludibile guardare verso quei bambini e quelle bambine esclusi dai percorsi educativi, soprattutto nella primissima infanzia. Cosa può ancora esprimere, in questo contesto, l’ente pubblico?.

Dal 1 ottobre 1997, prima come Dirigente di Settore e poi come Dirigente Coordinatore del Ciclo Educativo dell’infanzia, presso il Comune di Torino ha svolto funzioni di coordinamento e gestione amministrativa dei servizi Asili Nido, Scuole dell’Infanzia e progetti educativi per l’infanzia e l’adolescenza ex legge 285/1997, nonché dei laboratori didattici ed educativi della Città.

Dal 2007  Direttore della Divisione Servizi Educativi della Città di Torino.

Dal 1 marzo 2012 Direttore Centrale Cultura e Educazione del Comune di Torino.

Dal 15 maggio 2017 nuovamente Direttore a tempo pieno della Divisione Servizi Educativi.

E' stato membro della segreteria nazionale del GNNI.

Aldo Garbarini